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L’OPIFICIO 31 DI VIA TORTONA


Quello che attualmente viene denominato “Opificio 31” al civico 31 di via Tortona a Milano è un complesso che esiste dai primi del secolo scorso, magari non esattamente nella configurazione odierna, ma in linea di massima fedele alle linee che lo hanno originato.

E’ stato sempre un vasto cortile a ridosso della ferrovia che porta da Milano-Pta.Genova a Mortara-Alessandria e, di conseguenza, a ridosso del Naviglio Grande e della sua Alzaia. Ciò ha contribuito a definirne il carattere e le funzioni, tutte votate all’indotto industriale predominante della zona, ma con particolare e tuttora visibile aspetto ausiliario e artigianale, sussidiario alle grandi fabbriche che lo circondavano: la CGE, la Riva Calzoni, la Franck, ecc. Ciò è segnato dalla trama dei binari che lo attraversavano, ormai sepolti al di sotto del selciato.

Ospitava in origine la Fabbrica Lombarda di Prodotti Chimici, adiacente alla Appula Chimica, sita al civico precedente, il 27. La Fabbrica Lombarda, nata nel 1884, quivi presente, dopo la fusione con la Edison e Montecatini, abbandonò e cedette buona parte dei piccoli edifici, tutti al piano terreno, e subentrarono fabbri, tornitori, meccanici, tutti dediti a piccole forniture specializzate, minuteria di precisione, pezzi unici, piccoli assemblaggi, in massima parte connessi alla preponderante presenza della elettromeccanica pesante delle grandi aziende vicine.

All’epoca della dismissione di tutte queste importanti realtà, intorno alla metà degli anni ’60, il cortile cominciò ad ospitare corrieri nazionali, meccanici, carrozzieri, orafi, elettrauti, gommisti, falegnami, ricambi auto, condizionamento aria, ma anche fioristi e altre piccole attività con necessità di spazio spesso dedicato a magazzino. Tutto sommato l’aspetto laborioso e artigianale aveva mantenuto i suoi connotati.



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