RICHARD GINORI


Originaria sede della Fabbrica Richard Ginori

Sulle sponde del Naviglio Grande ne sono successe tante ma la fioritura della Manifattura di San Cristoforo è tra le più interessanti. Tra cascine, cartiere e fornaci, nella villa estiva dell’aristocratica famiglia i Tinelli impiantano una piccola ma sofisticata fabbrica di porcellana. Siamo nel 1833 e ci sono a Milano gli austro-ungarici. Uno dei Tinelli, patriota e un po’ carbonaro scappa, perché ricercato, in America e si arruola nell’esercito nordista nel quale diventerà ufficiale.

Lascia tutto al fratello. Giunge a Milano una decina di anni dopo un giovane franco svizzero, Giulio Richard che ha avuto un’esperienza produttiva nella ceramica a Torino e rileva dai Tinelli la fabbrica di porcellana. La riconverte, privilegiando una produzione meno sofisticata, quella della ceramica dura, gli stones all’inglese, più popolari, resistenti e di sviluppo commerciale più redditizio. Siamo, anche in Italia, in piena rivoluzione industriale e vengono fatte pressioni per avere la ferrovia. Nel 1858, due anni prima dell’Unità, si attiva la Stazione di P.ta Genova. Gli affari del Richard promettono bene, molto bene, tanto che Giulio costituisce con altri soci di capitale la Società Ceramica Richard. Con sede, appunto, in San Cristoforo. Augusto, figlio di Giulio succede al padre, ha 27 anni. Nel 1886 muore Giulio e Augusto ha già preso in mano le redini della società. Acquisisce la fiorente manifattura di Pisa e, dopo qualche anno mette a segno un colpo di marketing notevole: riesce a incorporare nella Richard la prestigiosa Manifattura di porcellana dei marchesi Ginori di Doccia, nei pressi di Firenze, con depositi a Firenze, Bologna, Torino, Roma e Napoli.


Manifattura S.Cristoforo 1870

Nel 1923 Augusto ha 67 anni e l’attività, pur fiorente, è adagiata su clichès un po’ datati. Incontra un giovane architetto, Gio Ponti, ancora poco conosciuto, gli piace e gli mette in mano la direzione artistica.

Manifattura S. Cristoforo 1923

Ponti, giovane ma geniale, da’ uno sprint straordinario all’azienda. Prende in mano tutto, non solo la direzione artistica ma anche la politica di comunicazione commerciale. La Richard Ginori conosce il periodo più straordinario del suo sviluppo.

Gio Ponti

Ponti è dappertutto, a Doccia per la porcellana, alle grandi esposizioni, a San Cristoforo. Ormai sulla cresta dell’onda, Ponti, pur mantenendo strettissimi rapporti, comincia a dedicarsi ad altro. Lo sostituisce nel 1946 Gariboldi, già in azienda da tempo. Comincia la fase declinante dell’azienda: nel 1965 la fusione con la Ceramica Italiana di Laveno, nel ’70 diventa controllata della Sviluppo di Sindona che la cede alla Liquigas di Raffaele Ursini. Tre anni dopo la Pozzi e la Richard Ginori si fondono e danno vita a una grande struttura, la Pozzi-Ginori. E’ del 1977 il trasferimento ad opera di Ursini al gruppo assicurativo SAI ci cui è titolare ma che a breve diventerà di Salvatore Ligresti. Ligresti intuisce, siamo nel 1977, il valore immobiliare dell’area della manifattura a un passo dal centro e sulle sponde del Naviglio e tenta la costruzione di cinque torri di vetro. Ne costruirà solo tre perché, fortunatamente, il Comune di Milano esce col vincolo edilizio di una distanza di rispetto di metri 100 dalla sponda del Naviglio.

La Richard Ginori e l’area della manifattura di San Cristoforo sono abbandonati e lasciati in una situazione di irreversibile degrado.


E’ allora, ormai nel 2007 che, essendo venuta di moda come in via Tortona, la ristrutturazione conservativa di fatiscenti aree ex industriali, il gruppo Cajrati Crivelli rileva l’area da Ligresti e, mantenendo le volumetrie, inizia un attento lavoro di riammodernamento creando il compund dell’attuale Ex Richard Ginori, sede di aziende e filiali della moda ma anche di gruppi come la Nestlè e la San Pellegrino. Oggi buona parte dell’area se non tutta diventerà a breve sede della WPP, multinazionale della pubblicità e sarà creata una cittadella della pubblicità con ca. 2000 operatori.



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