Lungo i binari della futura rigenerazione urbana degli scali ferroviari di Porta Genova e San Cristo

Aggiornamento: apr 3


La stazione di Porta Genova e via Vigevano (ripresa dal  drone - copyright Museolab6)
La stazione di Porta Genova e via Vigevano (ripresa dal drone - copyright Museolab6)

La rigenerazione degli scali ferroviari di Porta Genova e San Cristoforo e delle aree pubbliche a loro circostanti è uno dei più importanti progetti di ricucitura e valorizzazione del territorio metropolitano che impegnerà il Comune di Milano nei prossimi vent’anni. Un programma che riguarda lo Scalo di Porta Genova – con la sua antica stazione, i magazzini accessori e i binari adiacenti a via Valenza – e che coinvolge anche la vicina area dello Scalo di San Cristoforo ai confini con il Comune di Corsico e il Parco Sud. L'Accordo di Programma per la “trasformazione urbanistica delle aree ferroviarie già dismesse o in dismissione" (approvato nel giugno 2017 da Comune di Milano, FS Italiane e Regione Lombardia e che interessa anche gli scali ferroviari di Farini, Porta Romana, Greco, Lambrate e Rogoredo), individua queste aree come fulcro di un ampio progetto urbano che inevitabilmente influirà sulle parti di città confinanti.


Il territorio di riferimento
Il territorio di riferimento

Di tutti gli scali oggetto dell’Accordo, Porta Genova è quello meno periferico e più vicino al cuore della città e rappresenta un unicum urbano, paesaggistico e ambientale. L'area dello scalo e i binari del treno sono sempre stati una barriera tra il fronte ‘nobile’ del quartiere Ticinese – esito del primo Piano Regolatore di Milano firmato da Cesare Beruto a fine Ottocento, che disegnava la forma degli isolati attorno alla stazione sull'asse di Via Vigevano fino alla Darsena – e la zona più popolare sull'altro lato della ferrovia, caratterizzata anche dalle numerose fabbriche di via Tortona e via Savona e dal grande isolato industriale dell’Ansaldo: due quartieri separati, comunicanti tra loro solo con lo storico ponte di ferro a fianco della stazione

Quando lo scalo ferroviario verrà dismesso, presumibilmente verso il 2025, si apriranno le condizioni per il grande progetto di rinnovo urbano le cui linee guida saranno individuate da un Master Plan. Tema principale del Master Plan sarà quello di dare vita ad un atto rigenerativo, economico e sociale, ”sostenibile”, in sinergia con le attività della Zona Tortona. Una nuova infrastruttura ecologica e verde, lungo la curva dei binari e di via Valenza, sarà necessariamente delimitata ai lati da nuovi edifici destinati a iniziative culturali e associative: mostre e laboratori, spazi dedicati all’innovazione e a servizi per il lavoro dei giovani, luoghi d'incontro.



L'edificio della stazione di Porta Genova verrà conservato per ospitare attività di pubblico interesse rivolte ai cittadini. Un’estesa riconversione ecologica, da Porta Genova a San Cristoforo, lungo le due sponde del Naviglio Grande e nelle aree adiacenti, con una grande zona ad alto tasso di sostenibilità ambientale, ha un primo esempio nel progetto vincitore del Master Plan per lo Scalo di San Cristoforo: il "Parco Blu". Utilizzando un metodo innovativo di fitodepurazione delle acque di falda che scorrono nel territori agricoli del Sud di Milano, questo progetto si propone di realizzare una zona umida che si presenterà come una piscina naturale all’interno di un’area ecologica dove praticare sport e attività all’aperto.


 Tra acqua e ferrovia: proposta per il Parco Lineare del Naviglio Grande a collegare i quartieri, Tortona  Solari, Ticinese, Giambellino, Barona e Ronchetto sul Naviglio
Tra acqua e ferrovia: proposta per il Parco Lineare del Naviglio Grande a collegare i quartieri, Tortona Solari, Ticinese, Giambellino, Barona e Ronchetto sul Naviglio

In attesa della realizzazione di questi impegnativi programmi di rigenerazione necessariamente legati a scenari di lungo periodo, gli spazi degli scali e delle antiche strutture edilizie, come i magazzini ferroviari della stazione di Porta Genova, sono destinati a interventi di utilizzo temporaneo: aree verdi, spazi ricreativi, didattici e culturali che restituiranno ai cittadini luoghi finalmente accessibili e vivi. I tempi di realizzazione saranno inevitabilmente lunghi e gli investimenti di carattere strutturale pubblici e privati per promuovere un modello di innovazione centrato su una riconversione ecologica, sostenibile sotto il profilo economico -sociale e sensibile alla transizione climatica, richiederanno una forte convinzione per adeguare gli obiettivi programmatici principali e qualificanti, da parte delle diverse Amministrazioni che si succederanno. Sarà inoltre necessario adattare lo strumento ai nuovi scenari che si potrebbero prefigurare nel tempo, non ultimo come ripensare gli spazi pubblici e i servizi di prossimità in una Milano post Covid. E tutto questo sarà possibile solo con un pieno coinvolgimento e sostegno dei cittadini, nella trasparenza dei progetti e degli impegni del Comune.


Il piazzale di Porta Genova
Il piazzale di Porta Genova

La Stazione di Porta Genova e il ponte di ferro in attesa di restauro
La Stazione di Porta Genova e il ponte di ferro in attesa di restauro


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