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L'architettura civile di Arrigo Arrighetti

Seminario a cura di MuseoLab6 con il Patrocinio del Municipio 6 Milano e il Patrocinio dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Milano



Perché parlare di Arrigo Arrighetti


Arrigo Arrighetti (Milano, 17 ottobre1922 – Siziano, 25 agosto1989) è stato un protagonista di primo piano nella stagione della ricostruzione postbellica a Milano nel campo dell’edilizia pubblica. Si laurea in architettura al Politecnico nel 1947, svolge dal 1953 sino al 1979 la maggior parte della propria attività professionale come dirigente del Comune di Milano: un architetto “impiegato pubblico” il cui ruolo verrà valorizzato in occasione del centenario della nascita. Dal 1956 al 1961 Arrighetti dirige l’Ufficio Studi e Progetti Edilizi all’interno dell’Ufficio Tecnico del Comune di Milano, creato con lo scopo di realizzare un approccio organico nel campo dell’edilizia comunale: un’attività che si distingue per la quantità e la qualità degli edifici pubblici realizzati negli anni ‘60/’70, come centri religiosi, biblioteche di quartiere, scuole di diverso ordine e grado, piscine.

Dal 1961 al 1970 è direttore dell’Ufficio Urbanistico del Comune, sempre mantenendo un rapporto con la facoltà di Architettura dove dal 1961 al 1969 è assistente alla cattedra di Urbanistica.


Sue moltissime opere in città, solo per citarne alcune: l’adattamento di Palazzo Sormani a sede della Biblioteca Comunale, il quartiere di edilizia popolare Sant’Ambrogio con al centro la chiesa di San Giovanni Bono, la Piscina del Parco Solari, l’Istituto Antitubercolare, la copertura della stazione della metropolitana di Amendola, le scuole materne di via Santa Croce e di Villapizzone, la scuola media al QT8, la biblioteca rionale Lorenteggio.



Scuola Materna Via Santa Croce
Scuola Materna Via Santa Croce


Centrali nella ricerca e nell’opera di Arrighetti sono tanti temi cari al dibattito del secondo dopoguerra, come il rapporto con il contesto urbano della città, gli aspetti pedagogici, economici, sociali e anche i valori spirituali. Il suo lavoro testimonia così la sperimentazione di un’architettura e di un’urbanistica capaci di evolversi in base alle necessità e alle tendenze in atto nella città.




Il Municipio 6 è un territorio privilegiato per apprezzare la totalità di quanto pensato e realizzato da Arrighetti, avvalendosi sia della sua competenza organizzativa e manageriale, sia di una solida qualità progettuale: l’“architetto pubblico“ del Comune di Milano realizzava i servizi e le strutture sociali, educative e sportive in una città che si espandeva e si trasformava.


LE OPERE DELL’ARCHITETTO ARRIGHETTI NEL MUNICIPIO 6 E AREE LIMITROFE



1951 Case economiche nel Quartiere Lorenteggio: un prototipo per case “minime” di emergenza abitativa del dopoguerra con bilocali con distribuzione a ballatoio (foto1).


1955 Biblioteca rionale Lorenteggio: la prima biblioteca pubblica a Milano, dedicata alla lettura per i quartieri della periferia (foto2).


1957 Scuola materna in via Santa Croce: la prima biblioteca pubblica a Milano, dedicata alla lettura per i quartieri della periferia (foto3).



1958 Scuola media Carlo Porta in via Moisè Loria: una scuola aperta al quartiere realizzata nel programma comunale di edilizia scolastica. Nasce un nuovo complesso didattico per il quartiere Foppa, Solari, Lorenteggio (foto1).


1958 Piscina e stabilimento docce in via Argelati: una piscina all’aperto e una riprogettazione di un vecchio impianto di bagni pubblici per gli operai e gli abitanti delle vicine case dei Navigli Grande e Pavese, abitazioni in grande parte in quegli anni prive di servizi igienici all’interno (foto2).


1962 Quartiere Sant’Ambrogio: uno dei più significativi quartieri milanesi del dopoguerra, un organismo architettonico residenziale realizzato con un’attenzione all’integrazione sociale degli abitanti. Il progetto fu molto apprezzato anche in campo internazionale e pubblicato su Domus nel 1965 per volontà di Gio Ponti (foto3).




1963 Piscina del Parco Solari: una delle migliori attrezzature sportive di quartiere a Milano ancora oggi. Una struttura per lo sport aperta verso il paesaggio del parco con la copertura caratterizzata da una grande tensostruttura a sella, geometria che si impone per la plasticità della forma con le vetrate inclinate per un soleggiamento d’inverno e una ombreggiatura d’estate (foto1).


1964 Chiesa di San Giovanni Bono: un’architettura religiosa nuova all’interno del quartiere Sant’Ambrogio. Un manufatto “ardito” e spirituale di architettura e luce, realizzato con una tenda cuspidata: una guglia posta all’estremità della città (foto2).


1974 Chiesa per l’Anno Santo in via Tre Castelli:un complesso con servizi civici e religiosi ai confini con il Comune di Corsico, un’architettura austera e compatta dominata da un cilindro di notevoli dimensioni. All’interno, nella parete di fondo, forme colorate pensate da un Arrighetti “pittore” (foto3).




(Foto: Pubblicazione “Arrigo Arrighetti Architetto” - 1990 - a cura dell’architetto Carla Bodino e Archivio Storico Civico di Milano )



Il seminario, svolto il 27 Settembre 2022, rientra nelle iniziative per il centenario tra cui l'intitolazione ad Arrighetti di una piazza nel quartiere Sant'Ambrogio da parte del Comune di Milano, il 17 ottobre 2022, integrata, il 22 ottobre, da una passeggiata guidata a cura di MuseoLab6.


Sono intervenuti: Dina Bara, Presidente di MuseoLab6; Architetto Maurizio Carones, Vicepresidente della Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Milano; Architetto Claudio Camponogara, già caposervizio Settore Attività museali del Politecnico di Milano; Architetto Augusto Rossari, già professore di Storia dell’architettura del Politecnico di Milano


Ne pubblichiamo un estratto video.







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