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Fermata Segneri al Giambellino

FERMATE E RACCONTI LUNGO LA M4




Settima traversata nel programma "Fermate e racconti lungo la linea blu" intorno alla nuova stazione M4 Segneri nel Quartiere Giambellino.

Ritrovo alle 10 di mattina di sabato 13 aprile 2024 davanti alla chiesa del Santo Curato d’Ars, in via Giambellino. Nell’ambito del ciclo di passeggiate intorno alle future stazioni M4, l’area della stazione Segneri è senz’altro la più difficile. 

Ci troviamo in un quartiere con una forte identità storica, ma con evidenti criticità sociali, oggi interessato da un grande cantiere: oltre i lavori della metropolitana, la demolizione e ricostruzione di parte delle residenze popolari. Nel quartiere è infatti in via di realizzazione un grande piano di rigenerazione urbana delle residenze popolari e degli spazi pubblici, con una nuova biblioteca e la linea metropolitana M4. Una potente leva per far sì che il Giambellino possa superare le proprie criticità abitative e sociali e si apra al resto della città, con l’arrivo di M4.

Un quartiere che nasce “popolarissimo” per gli emigrati del dopo guerra, ricordato sia per i risvolti storici degli eventi più caldi degli anni ’70, che per il tessuto sociale che nei decenni si è venuto a creare; anche oggi la composizione sociale è a basso reddito ed è caratterizzata da un'ampia fascia anziana, e da famiglie di origine straniera.

Anelisa Ricci, Roberto Brambati e Paolo Lubrano introducono ai partecipanti itinerario e scopi della iniziativa.


Prima meta la chiesa del Santo Curato d’Ars (1958-60); una bella chiesa del dopoguerra edificata in un periodo dove la crescita di Milano, con il rapido inurbamento, ha portato alla realizzazione di chiese moderne e contemporanee nelle nuove periferie, con forme compositive capaci di dare un senso al sacro e in grado di trasmettere con la contemporaneità una idea moderna di chiesa.

Una breve visita all'esterno e all'interno ci ha consentito di concentrare l’attenzione sullo stile architettonico, del tutto innovativo nella struttura e nei materiali. Infatti, la chiesa venne progettata negli anni di Arcivescovato Montini da Monsignor Enrico Villa, sacerdote/architetto, nell’ambito di un programma del futuro papa Paolo VI che intendeva dotare i nuovi quartieri periferici, ormai densamente popolati, di luoghi di culto, non solo per la preghiera ma anche per l'incontro e la socialità.

Tutt’intorno alla chiesa si sta completando il parco Giambellino 129, frutto di collaborazione tra l’Amministrazione ed i rappresentanti dei cittadini.

Un nuovo parco urbano, in un’area di proprietà comunale tra la via Giambellino e i binari della ferrovia, nato da un percorso partecipativo. Realizzate sia nuove piantumazioni sia attrezzature dedicate ai giovani del quartiere.

Un elemento giardino, parte di un cannocchiale naturalistico destinato ad affiancare il tracciato ferroviario, dal cavalcavia Brunelleschi sino al futuro parco Blu, quando sarò dismesso lo scalo ferroviario di san Cristoforo.




Ci siamo poi finalmente addentrati nelle vie del quartiere di edilizia popolare, raccontandone la storia residenziale che ruotava intorno alle industrie, che nelle campagne del Lorenteggio si installano dalla fine dell’Ottocento con la nuova ferrovia Milano-Vigevano-Mortara. La prima fase di realizzazione del quartiere inizia nel 1938 per far fronte all’emergenza abitativa.

 Il complesso venne costruito dall'Istituto Fascista Autonomo Case Popolari (IFACP) che ne curò anche la progettazione attraverso il proprio Ufficio Tecnico, diretto dall'architetto Giovanni Broglio. Di forma quadrangolare è esteso su sei isolati, divisi in diagonale dall’ampia Via Segneri. Un quartiere che risente dell’influenza razionalista, nella disposizione degli edifici in stecche parallele, secondo la prassi urbanistica del movimento moderno: corpi di fabbrica aperti su tutti i lati, in modo da assicurare igiene e soleggiamento, indipendentemente dall’allineamento stradale. Belle e verdi le corti interne agli edifici.

Transitando da via Odazio, via degli Apuli e via dei Sanniti, accompagnati anche da Fabrizio Delfini, Assessore alla Sostenibilità Urbana Mobilità e Verde del Municipio 6, siamo arrivati all’incrocio nevralgico di via Segneri, sede degli accessi alla stazione M4 omonima.

Siamo stati raggiunti qui dall’architetto Loredana Brambilla, Direzione Tecnica e Arredo Urbano del Comune di Milano, che ci ha illustrato lo stato dei lavori per il completamento della riorganizzazione degli spazi pubblici e della mobilità nelle strade del quartiere, in particolare di via Segneri che dovrebbe diventare un “boulevard” con verde, luoghi di sosta e occasioni di socialità. L’architetto Brambilla non nasconde alcune difficoltà di programmazione delle attività, legate al coinvolgimento nel progetto di più enti: Comune di Milano, Regione Lombardia (tramite Aria) e A2a/Unareti per gli aspetti dei servizi. Durante la passeggiata abbiamo potuto constatare le soluzioni scelte in termini di pavimentazione marciapiedi, disegno delle piste ciclabili, vasche per piante e arbusti.

Non sono mancati commenti e richieste di informazioni da parte dei partecipanti, quali potenziali utenti dei servizi in fase di attuazione.



Per inquadrare i lavori dei cantieri in corso, abbiamo dato alcune informazioni circa l’Accordo di Programma per la rigenerazione urbana a cura del Comune di Milano, Regione Lombardia, Aler. Accordo finanziato con fondi europei e sottoscritto nel 2016, da realizzarsi nel 2024, ma ad oggi previsto in chiusura solo nel 2026 

Aler, tramite la società Aria (l’ente regionale che gestisce le case popolari), ha progettato la demolizione e la nuova costruzione di una parte dei caseggiati. Nel quartiere al momento sono in costruzione tre palazzine, due in via Manzano e una in via Lorenteggio angolo Segneri che sostituiscono le otto palazzine già demolite. Mentre sono in fase di bonifica e demolizione le stecche poste su via Lorenteggio angolo Segneri e Odazio.

Un intervento appassionato della sindacalista SICET Veronica Pujia ha dato una visione cruda ma battagliera della situazione abitativa del quartiere, raccontando i passi che si sono fatti in passato e si continuano a fare in difesa degli abitanti.La sua è una valutazione molto critica che mette in luce come il progetto in atto non coincida con le aspettative espresse da associazioni e comitati, convinti che si potessero percorrere soluzioni alternative a demolizioni e ricostruzione. La strada delle demolizioni stravolge il volto del quartiere, la sua storia, la sua identità .

L’ultima parte della passeggiata ci ha portato ad incontrare due realtà sociali importanti presenti nel quartiere e, in particolare, nei giardini di via Odazio: la Biblioteca Comunale di Quartiere e la Casetta Verde.

Claudio De Bernardi, responsabile della biblioteca dai tempi della sua fondazione, ci ha raccontato, nel gradevole contesto del giardino nel retro dell’edificio progettato da Arrigo Arrighetti, storia, episodi e speranze di un luogo che è sempre stato aperto alla cittadinanza senza soluzione di continuità. E ci ha poi anticipato alcuni dettagli sul progetto di costruzione della nuova palazzina che sorgerà a pochi metri, in cui, oltre alle attività e agli spazi della biblioteca troveranno casa anche attività sociali e culturali.



Sara Brusa, del Laboratorio di Quartiere, così come Luca, ci hanno ricordato l’importanza che la Casetta Verde ha rivestito e continua a rivestire per la comunità che gravita introno al giardino di via Odazio, in particolar modo per le fasce deboli della popolazione: anziani, bambini, stranieri, persone a cui non è consentito l’accesso ai servizi pubblici. Una realtà che, oltre alle attività delle associazioni, ospita un gradevole giardino e il GiambellOrto, orto condiviso da tutta la comunità.

La nostra traversata si è conclusa nel mercato rionale comunale Lorenteggio: centro di incontro e aggregazione che unisce commercio, cultura e responsabilità sociale, esemplare per Milano.

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