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  • Immagine del redattoreMuseoLab6

Stazione Gelsomini

Fermate e racconti M4 ottobre 2023



Murales al Villaggio dei Fiori

Ritrovo alle 10 di mattina di sabato 7 ottobre alla fermata via dei Gigli angolo via dei Giacinti dell’autobus 50, in realtà un po’ spostati dalla futura posizione degli accessi alla fermata Gelsomini, ma in pieno cantiere tra via Primaticcio e largo Brasilia.


Accompagnati da Anelisa Ricci e Roberto Brambati, ci si sofferma per una descrizione storica del quartiere noto come Villaggio dei Fiori, con la sua edilizia postbellica composta da caseggiati di edilizia popolare a schiera e parecchie villette monofamiliari donate dal governo finlandese per ospitare la popolazione sfollata a seguito dei bombardamenti, ma successivamente anche persone immigrate da altre regioni per far fronte alle necessità di manodopera delle grosse fabbriche milanesi.


La prima tappa della passeggiata sono i murales sul tema degli sport invernali, dipinti sui muri ciechi di testa dei caseggiati a schiera patrimonio pubblico del Comune, alloggi popolari oggi gestiti da MM. Un intervento di rigenerazione urbana attraverso l’arte realizzato dal collettivo di artisti Stradedarts, che opera nel quartiere su commissione del Comune di Milano. Nell’ambito del progetto, si è voluto anche identificare l’area con un nome per accrescere la riconoscibilità e il senso di appartenenza degli abitanti, come già fatto non molti anni fa nel quartiere Ortica, diametralmente opposto nella geografia della città, dove operarono e si resero celebri gli artisti di OrticaNoodle. Qui è stato scelto il nome “Lorenteggio”.




Lo scopo del progetto è di creare un percorso verde che, nel periodo delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, accompagni i trasferimenti di sportivi e turisti dalla fermata della M4 all’Agorà, palazzetto del ghiaccio in via dei Ciclamini di cui, a dire il vero, a tutt’oggi non sono ancora definitivamente decisi né la disponibilità, né l’eventuale uso come impianto di gare o di allenamento. Le opere di street art già realizzate nel 2021 hanno in effetti un impatto visivo importante e, nei prossimi mesi, la galleria dovrebbe arricchirsi di nuove opere.


Abbiamo anche costeggiato quel che resta della Cascina Corba, che nei secoli passati dava il nome al quartiere. Si hanno sue notizie fin dall’inizio del secolo XVI e al suo interno si trova il piccolo oratorio di San Carlo alla Corba. La proprietà era dell’Abbazia San Vittore Grande, acquistata nel 1927 dagli Istituti Ospedalieri di Milano. La cascina si conserva, con tutta la sua campagna agricola, sino agli anni Cinquanta quando per realizzare il Villaggio dei Fiori e gli altri quartieri del Lorenteggio viene demolita.


Villaggio dei Fiori Milano

Una breve passeggiata tra le vie del Villaggio dei Fiori ci ha consentito di osservare sia le casette minime originarie – alcune sono rimaste al loro posto dopo 65 anni – sia quelle ristrutturate, con lavori eseguiti in alcuni casi abbastanza bene dagli abitanti nel frattempo diventati proprietari. In molte vie l’edilizia abitativa originaria è stata trasformata in edilizia residenziale di livello medio alto, accorpando diversi lotti e costruendo secondo stili e modelli anche ultramoderni condomini multifamiliari.



Villaggio dei Fiori  Milano

Una lunga traversata di via Lorenteggio, del largo Gelsomini e del largo Giambellino ci ha condotti nella vasta area ex industriale di via Giambellino 115, dove originariamente si trovavano le Officine Elettro-Ferroviarie Tallero collegate allo scalo ferroviario di San Cristoforo. Era la grande fabbrica italiana di materiale meccanico, elettrico e rotabile, lì si costruivano mezzi tranviari ferroviari e perfino aeroplani . Gli impianti vennero danneggiati dai bombardamenti della Seconda guerra, la produzione in seguito riprese ma venne messa in liquidazione nel 1954 .


Il Deposito ATM Giambellino, ricoperto negli ultimi mesi da quello che è ormai conosciuto come il Green Wall

In questa area ora c’è tra altri edifici la palazzina uffici del Deposito ATM Giambellino, ricoperto negli ultimi mesi da quello che è ormai conosciuto come il Green Wall.


La facciata su largo Giambellino è diventata infatti dimora di oltre diecimila piantine di oltre venti varietà che consentono di realizzare funzioni ambientali, ecologiche e sociali, oltre a garantire un aspetto attraente e piacevole.


ATM spiega che il Green Wall fa parte di un progetto sostenuto dagli enti pubblici locali ed è parte dell’iniziativa europea Clever Cities (insieme a Londra e Amburgo) per l’implementazione di azioni Natural Based Solutions (NBS), orientate a migliorare la sostenibilità delle grandi città e ad elevare il tenore di vita dei cittadini.


La passeggiata Gelsomini si conclude con la visita all’Istituto Rinascita A. Livi, per tutti i partecipanti vero pezzo forte e sorpresa della mattinata.



Simonetta Muzio, insegnante dell’istituto, con il collega Paolo e Angela Persici, madre di ex alunni e in questa occasione rappresentante dell’IpR – Istituto pedagogica della Resistenza, ci accolgono con grande cordialità. I racconti di Simonetta e specialmente di Angela hanno sicuramente un impatto emotivo importante su tutti i presenti. Rievocano le origini di questa realtà, frutto di un’iniziativa di insegnanti ex partigiani, nata per consentire il recupero scolastico ed educativo dei ragazzi cresciuti durante il periodo bellico trasmettendo loro, oltre alle abilità e alle competenze, i valori di libertà e democrazia che anche molti adulti nel ventennio fascista non avevano avuto la possibilità di conoscere. Angela ha anche ricordato le travagliate vicissitudini che l’originale Convitto-Scuola della Rinascita dovette affrontare per poter sopravvivere in un mondo che non sempre fa tesoro delle conquiste ottenute. Ma, nonostante tutto, l’Istituto, trasformatosi negli anni Settanta in Scuola Statale, è sopravvissuto e ha mantenuto una forte impronta sperimentale e valoriale.



Istituto Rinascita A. Livi,

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