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Archeologia industriale Zona 6


Premessa

Poche note per introdurre un nuovo sguardo sulla Zona 6. Questa parte di città essendo adiacente all’antica via d’acqua del Naviglio Grande e allo scalo ferroviario di Porta Genova ha da sempre avuto una vocazione produttiva. Infatti è stata interessata dalla localizzazione di opifici, fornaci, piccole e medie industrie, case operaie dalla caratteristica tipologia a ballatoio , in un impianto viario che segue da presso l’andamento della linea ferroviaria.
Nel Novecento qui si è insediata una parte consistente della grande industria milanese.

L’attenzione verso le testimonianza del periodo industriale come parte importante della nostra storia recente è iniziata nei paesi anglosassoni, dove per la prima volta è stato adottato il termine “archeologia industriale” in quanto, come nell’archeologia classica, si intendeva partire dallo studio dell’elemento materiale, dalla testimonianza nei luoghi dove, per usare le parole di Kenneth Hudson nel suo bel libro Museums of Influence, “la storia è accaduta”, articolando così un nuovo e fecondo rapporto fra istituzione museale e territori, ambienti, paesaggi.
Lo studio consiste infatti nella ricerca, osservazione, tutela dei resti fisici dell’organizzarsi dell’industria nel territorio e della vita di chi li ha prodotti, abitati, usati. Si avvale di un metodo interdisciplinare che comprende la storia economica, tecnologica, sociale, artistica, architettonica e di altri aspetti diversi di volta in volta da sviluppare.
In Italia solo alla fine degli anni ’70 l’attenzione verso questo patrimonio viene promossa da un importante convegno internazionale, coordinato dallo storico dell’arte Eugenio Battisti, fondatore della Società italiana per l’archeologia industriale (SIAI).

Inventari / catalogazione

L’inventario delle industrie diventa uno strumento fondamentale da cui partire ed è stato avviato negli anni ottanta del secolo scorso a livello locale e regionale. In Lombardia furono effettuate due campagne di rilevamento i cui risultati sono stati documentati nelle seguenti pubblicazioni:
- Quaderni di documentazione regionale (QDR) n.17 Regione Lombardia, Settore cultura e informazione, I monumenti storico-industriali della Lombardia,1984
- Fondazione Luigi Micheletti, il patrimonio storico-industriale della Lombardia. Censimento regionale, 1991 Brescia.
Riportiamo una scheda non compilata che potrebbe servire come schema a chi volesse provare a descrivere un edificio industriale o un’infrastruttura che ha scoperto o osservato e che non è stata ancora inventariata e potrebbe essere aggiunta nei nostri elenchi.

Quello che vediamo

La selezione di schede riguardanti la Zona 6, che qui vi presentiamo, è più recente ed è stata tratta dalla pubblicazione voluta dal Comune di Milano, a cura di G. Lisciandara, Archeologia Industriale, Catalogazione dei beni di archeologia industriale nel Comune di Milano, (2001). Queste schede sono disponibili, con un ampia documentazione grafica e fotografica, anche in formato digitale sul sito del Comune.







Intestazione del “Primo numero” del Notiziario pubblicato dalla Società Italiana di Archeologia Industriale, Sezione Lombardia, presieduta dallo storico dell’arte Eugenio Battisti.
Scheda Ansaldo pubblicata in Quaderni di documentazione regionale (QDR) n.17 Regione Lombardia, Settore cultura e informazione, I monumenti storico-industriali della Lombardia, 1984.

Quartiere Tortona - Itinerario 1


Itinerario con circuito di visita a edifici industriali della Zona 6: dalla Stazione di Porta Genova, attraverso il sovrappasso, in via Tortona e ritorno da via Savona.

L’ itinerario comprende uno spaccato dei diversi modi in cui sono stati costruiti i numerosi edifici produttivi. Questa parte della città si è di fatto configurata a partire dal nuovo impianto della stazione ferroviaria di Porta Genova (1865) e dal caratteristico andamento dei binari della linea ferroviaria che la delimitano nel margine Sud-Est.
Attraverso la passerella in ferro si sovrappassa lo scalo ferroviario di Porta Genova e si accede alla zona di via Tortona dove si possono riconoscere almeno tre tipologie di costruzioni a seconda del periodo di edificazione e/o della loro particolare collocazione nel tessuto urbano:

  1. nelle parti della quartiere con caratteristiche residenziali, nel periodo più antico (da metà Ottocento);
  2. nelle aree limitrofe lo scalo ferroviario (da metà Ottocento);
  3. nelle zone più esterne (fine Ottocento,inizio Novecento).
a) E’ curioso scoprire che nel quartiere residenziale le fabbriche più antiche hanno spesso il fronte mimetizzato nella cortina stradale continua, riprendendone il prospetto a diversi piani come lo stabilimento dei F.lli Mussi in via Tortona n.8 (1875, rif. N. 17). Anzi a volte le costruzioni tendono a sviluppare un fronte molto ricco, con ornamentazioni di tipo classico, ma sempre ispirato alle tipologie dei palazzi civili neo-rinascimentali come nella Bisleri in via Savona n.16 (1881, rif.n.29). Il fenomeno è spesso dovuto alla necessità di rispondere a un’ indicazione della Commissione di Ornato Fabbriche che in quegli anni sovrintendeva le nuove costruzioni a Milano. Si nascondeva la costruzione produttiva, ritenuta non adeguata all’ambiente residenziale, e si manteneva il fronte stradale omogeneo per il decoro del pubblico passeggio. Al contrario, al di là della facciata, si sviluppa lo spazio tipico dei grandi ambienti produttivi ottocenteschi, a un solo piano con coperture “a sched” per l’illuminazione naturale degli ambienti di lavoro sottostanti. Spesso queste costruzioni sono estese sull’intera profondità dell’isolato.

b) Le costruzione collocate nelle zone limitrofe lo scalo ferroviario, al contrario palesano anche sul fronte di accesso la loro natura produttiva. Spesso si ispirano alle tipologie tipiche delle costruzioni industriali con riferimenti alla manualistica internazionale europea o anche a declinazioni locali che hanno preso spunto dalle costruzioni agricole come le grandi cascine a corte lombarde. E il caso ad esempio della ditta Zanoletti, in via Bugatti, n. 12 (1880, rif.n.23).

c) Diverse le caratteristiche degli edifici dell’industria nelle zone più esterne, a preponderanza non residenziali. Già dalla fine Ottocento queste costruzioni, spesso di grande dimensioni per rispondere alle esigenze di un’industria ormai matura, si presentano con caratteri specifici anche sul fronte strada. I loro prospetti sono caratterizzati da ornamentazioni ricercate, in stile eclettico, come nel caso della Società Lombarda prodotti Chimici, in via Tortona n.27 (1873, rif. 16). Già nei primi decenni del Novecento le costruzioni sono più sobrie e funzionali come l’edificio dell’ Ansado, già Zust, di via Borgognone, n.26 (1904, rif.71,72,73) la cui monumentalità è data dalle imponenti dimensioni più che dalla ricerca di ornamento.

Inoltre si può dire che tra le diverse fonti utili per avviare la ricostruzione storica della vita di lavoro della zona, può essere presa come riferimento l’iniziativa della Fondazione Ansaldo in cui nella sezione Patrimonio Archivistico raccoglie, oltre alla documentazione cartacea e cinematografica, anche le testimonianza orali delle diverse professionalità presenti nei suoi stabilimenti. Ansaldo: le Fonti orali




n°rif:DenominazioneAnnoAttività originaleIndirizzoCoordinate
14Stazione F.S. Porta Genova1875Stazione ferroviariaPiazzale stazione di Porta Genova45.453327,9.169743
131Ponte1912Pontevia Tortona45.453869,9.169496
13Maggi1860Produzione accessorivia Tortona, 1445.453763,9.168619
39Tenca e C1887Vetreria - arredivia Tortona, 1545.453233,9.167334
23Zanoletti1880Lavorazione ferrovia Bugatti, 1245.451493,9.167098
71,72,73Ansaldo già Zust1904Meccanica - turbinevia Bergognone, 26 / 3445.452439,9.164293
16Soc. Lombarda Prodotti Chimici1873Prodotti chimicivia Tortona, 2745.451689,9.162576
144Opificio Comunale1919via Savona, 37/a45.453711,9.16267
123Soc. An. Coop. Salsamentari1910Alimentarivia Savona, 19/a45.455147,9.167333
208L.G.M.1934Impianti refrigerazionevia Savona, 19/a45.455147,9.167333
29Soc. Anonima Felice Bisleri1881Alimentarivia Savona, 1645.455367,9.167887
17Fratelli Mussi1875Officine meccanichevia Tortona, 845.454678,9.169381


La tabella riporta la selezione delle schede riguardanti il quartiere Tortona – Savona nella Zona 6. Il Numero di riferimento rimanda direttamente alla scheda del manufatto pubblicata nel Sito “SIT” del Comune di Milano con la documentazione della Catalogazione dei beni di archeologia industriale nel Comune di Milano, a cura di G. Lisciandara. Queste schede sono disponibili, con un ampia documentazione grafica e fotografica, in formato digitale sul sito del Comune.

Essenziali riferimenti bibliografici
Kenneth Hudson, Archeologia Industriale, Zanichelli, Bologna, 1981.
O.Selvafolta, L’abitazione operaia e i servizi, in rivista “Archeologia Industriale”, N.1,giugno 1983, ed. Luigi Micheletti, Brescia, pp.16- 42.
Notiziario di Archeologia industriale N.1, giugno 1978.
A.Negri, M.Negri, L’archeologia Industriale, ed. G.D’Anna, Firenze, 1978.







Vista dei binari della stazione di Porta Genova e di via Tortona

Fronte della Società Lombarda Prodotti Chimici costruita nel 1873 in via Tortona n. 27 (ora n.29 –31) vedi scheda n. 16.
Idem, particolare con il coronamento del prospetto.
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